Maddalena Santacroce, docente di Lettere al Liceo Rinaldini di Ancona, racconta come è stato dar voce a personaggi e autori dei nostri progetti di social reading.

Era la fine del 2012 quando ho iniziato a frequentare TwLetteratura, ovvero “quelli che… la letteratura dà ancora più significato alla vita se condivisa!”. Era il tempo di #Leucò, progetto dedicato alla “riscrittura” dei Dialoghi pavesiani. Da allora ne è passato di tempo, e ne sono passati di progetti condivisi insieme.

Da lettrice a personaggio

La partecipazione è diventata ancora più coinvolgente nel momento in cui mi è stato chiesto di interpretare dei personaggi. Avevo molto ammirato chi, dei miei compagni di avventura, si era già cimentato in questa attività animando le pagine di un capolavoro assoluto come I promessi sposi di Alessandro Manzoni.

Ho iniziato dando voce al Paese dei Balocchi, ne Le avventure di Pinocchio di Carlo Collodi, poi sono arrivati ruoli di primo piano. Non posso svelarli tutti. Ce ne sono alcuni cui tengo moltissimo e che, anche a progetto finito, hanno continuato e continuano ad avere vita e seguito. Nel tempo si sono guadagnati l’ammirazione di quel numeroso gruppo di persone per le quali la cultura e le voci degli autori sono importanti punti di riferimento nella vita dell’uomo.

Nel 2016, in occasione dell’importante progetto legato a Il Fu Mattia Pascal di Pirandello sono stata la voce dello stesso Mattia e di Adriano Meis. Mi sono immedesimata nella crisi dell’identità dell’uomo novecentesco e, come già sperimentato in precedenza, sono rimasta colpita dalla capacità dei tantissimi studenti-lettori di entrare nel testo, positivamente stimolati dalla “presenza” di personaggi centrali del romanzo. Alcune colleghe, ad esempio, che conoscevano le mie identità in rete, mi raccontavano della felicità degli studenti nel ricevere risposte e commenti da parte di Pascal o Meis.

Il progetto Pearson-Betwyll

Nella lettura delle novelle pirandelliane da poco conclusasi ho avuto il privilegio di “essere” Luigi Pirandello. Dunque di sentirmi un po’ il creatore di tanti straordinari personaggi e di innumerevoli situazioni così paradossali e assurde come lo è a ben guardare la vita dell’uomo. E ancora una volta, ho constatato la vivacità degli studenti e dei docenti di tutta Italia, che hanno animato con ottimi commenti e riflessioni le giornate dedicate ai testi dell’autore siciliano.

Quando in tarda serata aprivo Betwyll per controllare il procedere del progetto, scoprivo di “avere un sacco di lavoro arretrato” dato che i numeri sono sotto gli occhi di tutti e la partecipazione è stata veramente intensa e di qualità. Tantissimi ogni volta i nuovi twyll che, immedesimandomi in Luigi, sentivo quasi il dovere di prendere in considerazione rispondendo o commentando a mia volta, pensando all’effetto che quell’intervento avrebbe potuto avere, soprattutto nello studente che ne sarebbe stato il destinatario.

Dunque, ancora una volta, io resto dell’idea che questo matrimonio tra letteratura e social reading… s’ha da fare!

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